La figura del Dottore Forestale (o Tecnico Forestale) è poco conosciuta dalle nostre parti, specialmente nel centro e nel sud dell’Italia. Spesso, parlando di università, figure professionali, ecc., si ha l’impressione che esistano solamente architetti, ingegneri e così via. Comunemente, la figura del dottore forestale viene confusa con la mansione di “Guardia Forestale” che invece appartiene ad un corpo di Pubblica Sicurezza (a esempio il Corpo Forestale dello Stato) e che ha incarichi e ruoli molto diversi.

È curioso notare come questa professione sia tuttora sconosciuta a larghe fette di popolazione o addirittura ignorata da enti e istituzioni pubbliche, anche quando si tratta di bandi e concorsi; molte attività sono esclusivamente di competenza del tecnico forestale e vengono erroneamente assegnate a professionisti di altri Ordini Professionali che non hanno potere di firma in merito ad un ampio spettro di attività progettuali e amministrative tipiche ed esclusive dei tecnici forestali.

Eppure, nella maggior parte degli altri Paesi, la nostra figura si chiama “Ingegnere Forestale”, definizione che rende decisamente meglio l’idea delle competenze e delle responsabilità dei tecnici forestali.

Quella del dottore forestale non è una professione “fantomatica”: il dottore forestale è un tecnico laureato in Scienze Forestali o lauree simili, che, dopo aver conseguito la laurea, ha sostenuto un Esame di Stato per potersi iscrivere all’Albo Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali e di conseguenza esercitare la libera professione. Oltre ad essere riconosciuta da un apposito Albo, questa figura professionale è supportata da una formazione che in Italia affonda le radici nel XIX secolo (Scuola Forestale di Vallombrosa) ed è portata avanti da numerosi corsi di laurea esistenti fin dagli anni ’60 in tutta Italia.

La questione più importante riguarda però le competenze, purtroppo ancora non pienamente conosciute ed apprezzate ai più, soprattutto perché in un unico Ordine convogliano titoli di laurea differenti e Dottore Agronomo e Dottore Forestale sono abilitati allo svolgimento delle medesime attività. A ciò si aggiunge il mutato contesto socio-economico e una sensibilità più marcata da parte della popolazione verso problematiche quali la lotta ai cambiamenti climatici e la sostenibilità ambientale in genere, che hanno portato a nuovi approcci ed hanno ampliato le funzioni del bosco, un tempo ristrette unicamente a quella produttiva e protettiva, virando verso la valorizzazione dei benefici ambientali e dei servizi turistico-ricreativi nonché culturali, sociali, ecc.

La lista delle mansioni è molto lunga: il Dottore Forestale è una figura professionale altamente qualificata non solo per quanto riguarda tutte le problematiche inerenti il comparto agro-forestale, ma anche per la tutela e l’uso compatibile dell’ambiente e delle sue risorse e la valorizzazione del verde anche in ambito urbano.

Recentemente, con la Sentenza del Consiglio di Stato 426/2917 (vedi Articolo Sole 24 Ore), dopo un’analisi comparata del quadro normativo e giurisprudenziale di riferimento nell’ambito delle professioni regolamentate e non, rispetto alle competenze nel settore selvicolturale (o boschivo, o forestale), ha descritto che tali competenze sono da ascriversi, in via esclusiva, agli iscritti all’albo dei dottori agronomi e dei dottori forestali relativamente ai titoli professionali di dottore agronomo‐dottore forestale.

Le competenze del dottore forestale sono riportate qui.